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Apparso per la prima volta nel 1979, "Centuria" viene ripresentato in un'edizione che affianca agli originali "cento piccoli romanzi fiume" non solo trentuno "altre centurie", ma anche sette racconti scartati da Manganelli nel corso dell' elaborazione dell'opera. Arricchisce il volume il saggio che Italo Calvino scrisse nel 1985 per presentare al pubblico francese la traduzione di "Centuria". Review: Excellent - Un génie Manganelli! Review: Un libro bellissimo - Centuria: cento e più racconti meravigliosi!
| Best Sellers Rank | #11,001,781 in Books ( See Top 100 in Books ) #67,484 in Short Stories (Books) |
| Customer Reviews | 4.5 out of 5 stars 148 Reviews |
L**L
Excellent
Un génie Manganelli!
C**A
Un libro bellissimo
Centuria: cento e più racconti meravigliosi!
B**A
Non cercate di capire tutto: capirete tutto.
"Un signore che sa il latino, ma non più il greco cammina per casa, e attende una telefonata. In realtà, egli non sa quale telefonata attenda, né se ci sarà." Benedetto Manganelli! Sembra di "leggere" un quadro di de Chirico, con una spruzzata di Dalì ed è goduria vera, unica, forse persino un poco perversa. Cento racconti brevissimi (in realtà sono centotrenta grazie a un'aggiunta) di una pagina, cento immagini caleidoscopiche di paciosi o nevrotici personaggi che formano un unicum di umanità stralunata, raccontata in "manganelliano": una lingua ricca di pieghe, buche, nascondigli per far emergere - come Venere dalle onde - un concetto filosofico o il ghigno feroce di un sarcasmo ruvido e intelligente. Si capisce perché il volume abbia la prefazione di Calvino, Centuria richiama Le città invisibili, ma le sue città sono i corpi recalcitranti dei personaggi sbozzati, le architetture sono tutte mentali e ugualmente fluide, mutanti, camaleontiche come nei racconti calviniani. I brevi schizzi, privi di titolo, sono numerati: il 39 ci mostra in un flash la pazzia della guerra; il 41 parla di un fantasma annoiato. Gli argomenti sono vari e fulminei, ma lasciano il segno. Invitandovi a spiluccare questo frutto originale e prezioso, senza sforzarvi di comprendere tutto e lasciandovi cullare dalla voce dell'autore, concludo con un assaggio del racconto dell'uomo a cui rubano l'Universo: "Al posto dell'Universo c'era solo una polverina grigia, la città era scomparsa, scomparso il sole, nessun rumore veniva da quella polvere apparentemente del tutto abituata al proprio mestiere di polvere (...). Non che l'Universo fosse suo, ma egli, in quanto nato e vivo, aveva un certo diritto di usarlo. In realtà, entrando nel negozio, egli aveva lasciato fuori l'Universo, senza applicare l'antifurto, che non usava mai, per le dimensioni enormi che lo rendevano di uso impratico." Che dire? Godetevelo.
F**O
Cento (e oltre) piccoli grandi racconti
La scrittura di Manganelli qui trova il suo vertice. Trovate geniali per ogni singolo piccolo grande racconto. Non è un libro per tutti, sopratutto non lo è per chi vuole un narratore convenzionale con trama e personaggi ben definiti. Ma l'estro di Manganelli trova il massimo risultato proprriò quando costretto in una struttura preconfezionato. C'è tutto. La vita la morte l'amore il dolore. E anche il non senso delle nostre esistenze. Nimic. Siamo nulla.
G**E
Pietra miliare della letteratura italiana
Sperimentale e fuori dagli schemi; una discesa a capofitto nei meandri del quotidiano e l'avvolgente persuasione del vuoto ad ammantare l'esercizio del sentimento. E poi sempre più su, in alto, laddove risiedono le meraviglie partorite dalla fantasia - unicorni alla fermata del bus, fantasmi in attesa, draghi contro cavalieri prescelti, città sospese nell'universo, dinosauri coinvolti in disquisizioni sull'estinzione, regine sanguinarie, predatori mutaforma, genesi dell'universo da un'esplorazione infernale. Nessun limite alla pulsante creazione di universi che in egual misura si incontrano e separano. Manganelli percorre le sfaccettature del fantastico per esplorarne le potenzialità, anche se ciò dovesse richiedere sperpero di estro creativo (la fantasia non pondera la logica né si pone limiti); e l'analisi silenziosa della vita comune passa per sprazzi di istantanee capaci di annichilire per bellezza e lucidità. Labirintica e non sempre immediata, la prova di Manganelli è al contempo esercizio di stile, omaggio, divertissement, analisi metaletteraria e spietata decostruzione di generi: racchiude l'essenza della letteratura perché ne comprende gli estremi di vita e morte.
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2 weeks ago
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